Un pranzo interculturale in comunità

Ci sono esperienze che vanno oltre il semplice condividere un pasto. Oggi, nella nostra comunità, abbiamo vissuto un momento di autentico scambio culturale grazie alla presenza della mediatrice araba, che ha coinvolto i ragazzi nella preparazione di alcuni piatti tipici della tradizione egiziana.
La cucina si è trasformata in uno spazio di incontro, dove ognuno ha avuto un ruolo: chi ha impastato il pane arabo, chi ha preparato i falafel, chi ha aiutato nella realizzazione del fūl (una crema a base di fave, uno dei piatti più rappresentativi della cucina egiziana) e chi ha disposto in tavola il formaggio bianco accompagnato da pomodori freschi e cetrioli.
Gli operatori e mediatrice hanno partecipato con curiosità, ponendo domande e condividendo il lavoro in cucina.
Il momento più significativo è arrivato a tavola.

Tutti gli operatori hanno assaggiato con entusiasmo ogni pietanza, apprezzandone i sapori e facendo sentire i ragazzi orgogliosi delle proprie radici. Le loro risate hanno raccontato più di tante parole: erano sinceramente sorpresi nel vedere quanto la loro cucina fosse gradita. Quel sorriso di incredulità ha rappresentato il vero successo dell’iniziativa.
Preparare e consumare un pasto insieme permette di abbattere stereotipi, favorisce la conoscenza reciproca e crea un clima di appartenenza. In un contesto educativo come quello della comunità, attività di questo tipo rafforzano l’autostima dei ragazzi, valorizzano la loro identità culturale e promuovono una reale integrazione, basata sul rispetto e sulla condivisione.

 

Bibliografia essenziale

– Fischler, C. (1988). Food, Self and Identity. Social Science Information, 27(2), 275–292.
– Montanari, M. (2004). Il cibo come cultura. Laterza.
– UNESCO (2003). Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Il cibo e le pratiche alimentari sono riconosciuti come importanti espressioni del patrimonio culturale.
– Berry, J. W. (1997). Immigration, Acculturation, and Adaptation. Applied Psychology, 46(1), 5–34.

 

Dott.ssa Sabrina Petracca
Psicologa

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